Recupero crediti

Per imprese, professionisti e privati, principalmente a Brindisi e provincia.

Recuperare un credito non è un atto unico ma una sequenza, e ciascun passaggio ha presupposti propri. Il titolo giudiziale, da solo, non fa incassare nulla: serve un debitore su cui il titolo possa essere fatto valere.

Le due verifiche che precedono ogni iniziativa

La prima riguarda la prova del credito. Non tutti i documenti hanno lo stesso valore: una fattura, un contratto sottoscritto, uno scambio di corrispondenza, un estratto delle scritture contabili, un riconoscimento di debito hanno efficacia diversa, e da essa dipende quale strada sia percorribile e quanto rapida.

La seconda riguarda la solvibilità del debitore. Un credito accertato verso chi non ha beni aggredibili produce spese senza risultato. Sapere in anticipo se esistano immobili, veicoli, rapporti bancari o redditi da lavoro cambia la convenienza dell’intera operazione, e talvolta suggerisce di accettare un accordo anziché un titolo.

La fase prima della causa

La messa in mora scritta non è una formalità: costituisce in mora il debitore, fa decorrere gli interessi e interrompe la prescrizione, che in alcune materie è assai più breve di quella ordinaria.

È inoltre la sede in cui si raggiungono la maggior parte dei recuperi. Un piano di rientro sottoscritto, con l’indicazione delle conseguenze dell’inadempimento, vale spesso più di un provvedimento del giudice: costa meno, arriva prima, e conserva il rapporto commerciale quando vi sia interesse a conservarlo.

Per talune domande di pagamento la legge impone inoltre un tentativo obbligatorio di composizione prima della causa, come indicato nella pagina sul diritto civile.

Il decreto ingiuntivo

Quando il credito risulta da prova scritta, il creditore può ottenere dal giudice un ordine di pagamento senza contraddittorio preventivo, e in presenza di determinati presupposti il decreto è provvisoriamente esecutivo, ossia consente di procedere immediatamente anche prima che sia decorso il termine per opporsi.

Il decreto va notificato al debitore, che dispone di un termine breve per proporre opposizione. In mancanza, il decreto diviene definitivo ed è titolo per l’esecuzione.

È il procedimento su cui si concentra la maggior parte del recupero, e la sua efficacia dipende quasi interamente dalla qualità dei documenti allegati.

Se il debitore si oppone

L’opposizione dà luogo a un giudizio ordinario, nel quale le posizioni si invertono rispetto all’apparenza: chi si oppone è formalmente attore, ma è il creditore a dover provare il proprio credito.

L’opposizione non sospende automaticamente l’esecutorietà del decreto: la sospensione va chiesta al giudice, che la concede in presenza di gravi motivi.

L’esecuzione forzata

Ottenuto il titolo, l’incasso passa dal pignoramento, che può avere forme diverse.

Il pignoramento presso terzi aggredisce ciò che altri devono al debitore: il saldo del conto corrente, lo stipendio, il canone di un immobile locato. È di norma il più efficace, perché colpisce somme di denaro e non beni da vendere.

Il pignoramento immobiliare riguarda gli immobili del debitore e conduce alla vendita forzata; è la via più lenta e più costosa, e va valutata in rapporto al valore del credito.

Il pignoramento mobiliare presso l’abitazione o l’azienda ha oggi efficacia limitata nella maggior parte dei casi.

Stipendi e pensioni sono pignorabili soltanto entro i limiti stabiliti dalla legge, che variano a seconda della natura del credito e possono concorrere fra loro quando i creditori sono più d’uno. Esistono inoltre beni e somme che la legge sottrae del tutto all’esecuzione.

Per individuare i beni aggredibili la legge consente l’accesso alle banche dati pubbliche, che permette di conoscere rapporti bancari, rapporti di lavoro e beni registrati intestati al debitore.

Gli interessi nelle transazioni commerciali

Quando il credito nasce da una fornitura di beni o da una prestazione di servizi fra imprese, o fra un’impresa e un professionista, si applica una disciplina più severa di quella ordinaria: gli interessi decorrono automaticamente dalla scadenza, senza necessità di costituzione in mora, il tasso è più elevato di quello legale ed è dovuto un importo forfettario a titolo di rimborso dei costi di recupero.

È una previsione che molte imprese non azionano, e che incide in misura non trascurabile sull’importo complessivamente recuperabile.

Chi riceve un decreto ingiuntivo o un pignoramento

La posizione di chi si difende ha regole proprie e tempi stretti.

Il decreto ingiuntivo si contesta con l’opposizione entro un termine breve dalla notifica, e i motivi possono riguardare tanto l’esistenza del credito quanto la regolarità del procedimento. Chi lascia decorrere il termine non può più contestare il merito.

Contro l’esecuzione già iniziata sono previste l’opposizione all’esecuzione, che contesta il diritto di procedere, e l’opposizione agli atti esecutivi, che ne contesta la regolarità formale: sono rimedi distinti, con presupposti e termini diversi.

Va inoltre verificata la prescrizione, che in alcune materie è breve e che spesso è già maturata quando il credito viene azionato a distanza di anni.

Di cosa si occupa lo studio

  • diffide, messa in mora e piani di rientro
  • decreti ingiuntivi per imprese, professionisti e privati
  • opposizione a decreto ingiuntivo
  • pignoramento presso terzi, mobiliare e immobiliare
  • opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi
  • interessi e costi di recupero nelle transazioni commerciali

Il recupero dei canoni di locazione è trattato nella pagina sul diritto immobiliare; quello delle quote condominiali nella pagina sul diritto condominiale.

Le domande più frequenti

«Ho solo delle fatture non pagate: bastano per ottenere un decreto ingiuntivo?»
Spesso sì, ma non sempre e non da sole. Il valore probatorio delle fatture dipende dal contesto e dai documenti che le accompagnano.

«Il debitore non ha nulla: conviene comunque procedere?»
È la valutazione da compiere prima di iniziare, non dopo. Un titolo conserva la propria efficacia nel tempo e può essere azionato in seguito, ma il costo va messo in conto fin dall’inizio.

«Posso pignorare lo stipendio?»
Sì, ma soltanto entro i limiti stabiliti dalla legge, che variano secondo la natura del credito.

«Ho ricevuto un decreto ingiuntivo che ritengo infondato: che cosa devo fare?»
Proporre opposizione entro il termine dalla notifica. Decorso quel termine il decreto diviene definitivo e il merito non è più discutibile.

«Il credito è di molti anni fa: può ancora essere preteso?»
Dipende dalla prescrizione applicabile, che in alcune materie è più breve di quella ordinaria, e dagli atti che l’abbiano eventualmente interrotta.

Lo studio riceve a Brindisi e assiste in tutta Italia: il primo colloquio può anche svolgersi in videoconferenza tramite la consulenza legale online.

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